È adulta
-Si chiama Valentina
-Non ha mai saputo giocare
Immersa nell’acqua santa giuro:
-non so fare il sugo al pomodoro
-non separo i panni colorati
-davanti a un pubblico muoio
Ammetto che mi disciolgo muta nell’incenso quando sbaglio verbo, parola, nome.
Mio Dio, non so fare altro che dichiararmi incapace di urlare, fischiettare, sputare.
Chiedo venia se in alcuni giorni faccio fatica a esistere.
Lavarmi, vestirmi – inscenare un’accorata voglia di vivere.
Mi pento e mi dolgo per
tutte le volte che ho fatto finta – a spasso con un sorriso inginocchiato all’altare di me stessa:
-Come stai?
-Bene. Sto bene
E scalza attraversavo le edicole di una via crucis a primavera.
Battezzata per la seconda volta, vorrei che venisse scritto:
È stata brava a giocare con le croci invece di portarle tutte.