E se i ricordi di tutti i nostri giorni
diventassero rifiuti?
Nell’indifferenziata finirebbe tutto ciò
che va dimenticato, mescolato,
senza futuro, privo di un ripescaggio.
Il poco conto insieme a tutto ciò
che perde il diritto di restare.
Nella carta i ricordi un po’ stropicciati,
sgualciti, che potranno poi divenire
pagine bianco opaco,
profumate e ruvide,
pronte per nuovi segni e disegni.
Nel vetro i ricordi più duraturi,
che una piccola ferita può
farci sanguinare per giorni,
lasciando cicatrici indelebili.
Diventeranno plastica
i pensieri e le parole in continuo mutamento,
come giocattoli lasciati in un angolo.
Troveranno un rinnovato splendore,
forme nuove per un nuovo tempo.
Nell’umido infine metteremo baci, sguardi,
mani strette e abbracci lunghi.
Ogni giorno d’amore
si trasformerà in ritrovato nutrimento,
sostanza ricca
a far sbocciare nuovi fiori.