SCIOLTO DAL FIUME LACRIMA
Ehi.
Qualcuno mi sente?
Sono qui.
Non riesco a uscire.
Batto, urlo ma non cambia nulla.
Ieri mattina, all’improvviso, mi sono ritrovato in un fiume.
Stavo annegando.
Lo chiamano il fiume Lacrima.
Mi fa paura.
Fuori dicono che, quando Lacrima si agita, qualcosa si scioglie.
Mi sto sciogliendo.
Sono stato per anni immobile come un iglù disabitato.
Cosa succede?
Lacrima mi sta riportando al Cuore.
“Recordari”, aggiungono.
Spinga, spinga.
Ricordo è nato.
Giuliana Geusa
Stanze fatte di fumo
Arrivato l’inverno Pino Ritorto si sedeva sul divano con la fodera blu.
Il tempo che viveva era scandito dai programmi che venivano trasmessi in televisione.
Le ore gli cadevano addosso come cascate.
Il pigiama era lo stesso da dieci giorni, maglietta a righe e pantaloni di flanella a silenziare le giornate.
Non appena comodo, spegneva tutto e, in pochi secondi, riempiva la stanza con il russamento.
sì. Machevordì?
Vuol dire che ho messo a punto un piano (magari un tantinello bislacco, ma allegro) per farti sperimentare la pittura divertendoti e sbarazzandoti di ogni paura di non essere capace, per sperimentare solo la libertà di volare in mezzo ai colori, immaginare, ballare, disegnare nello spazio, saltare, ridere e… e se pure capita di piangere io sono comunque insieme a te con un sacco di fazzoletti (variopinti, of course).
Però voglio farti la sorpresa, per cui ora non mi metto a raccontare: vienimi a trovare. Prendiamo un appuntamento sennò non mi trovi, ché spesso son in giro a zuzzurellare e a sguinzagliare sogni, a caccia di nuvole e anime irrequiete, curiose e appassionate come te, innamorate di idee balzane, come me. Tutte con la testa piena di stelle. Affettuosissime. (Ah sì, ho l’ardire di costruire uno spazio accogliente di scambi amorevoli, persino su internet).
Non sei nei paraggi? Scrivimi e ci accordiamo, come pianoforti a coda (scodinzoliamo).
Le AI fanno e faranno cose pazzesche e certo c’è da ficcare ampiamente il naso (io parto avvantaggiata). Ma non sanno ancora voler bene, almeno credo. Questo lo possiamo fare noi. Come mettere le mani nei colori. (E nei capelli!) Tra tanta vita digitale, io intanto desidero incontrarci nella materia del mondo reale, quella cosa di una volta, ricordi? Ma se non sei a portata di mano… scrivimi e qualcosa ci inventiamo!
Allora questo gioco è per me, perché una festa non condivisa… non è festa. E questo gioco è per te: per innamorarti della tua vita, riflessa nello specchio magico di una pittura che sa di galassie e infinito, incendi e mondi, ovvero di te. Praticamente… un guazzabuglio medievale (Mago Merlino, maître à penser)! Niente male, però. Te lo prometto. Vieni a combinarne di tutti i colori!
TUTTA LA VERITÀ
Il cuore che impazzisce nelle tempie
Un sorriso carico di promesse silenziose
I corpi bagnati di emozioni che tracimano
LA RESA
La resa.
Lo definirei così, il punto in cui si smette di cercare.
Che poi, cosa cerchiamo esattamente?
Ricordi differenziati
E se i ricordi di tutti i nostri giorni diventassero rifiuti? Nell’indifferenziata finirebbe tutto ciò che va dimenticato, mescolato,
Quando ho smesso di pensare
Penso mentre faccio.
Nel non fare penso.
Nell’abbraccio odoro
la tua pelle e mi dissolvo